Utero in affitto: la storia di V.

Utero in affitto, parliamone senza giudizi.

Questo è un post sull’utero in affitto. Quindi è un post delicato.

L’argomento e l’impatto che potrebbe avere richiedono una buona dose di tolleranza e una totale assenza di giudizio. Lo scrivo con l’unico intento di fare luce su una realtà che spesso per paura, per riservatezza, per mancanza di conoscenza non viene trattata o viene trattata poco e male.
Sto parlando di un tipo di gravidanza diverso da quello considerato “normale”, sto parlando di utero in affitto, o maternità surrogata, cioè quando una donna si presta a portare a termine un’intera gravidanza, fino al parto, su commissione di single o coppie incapaci di generare o concepire un bambino.

Nel 2016 le statistiche affermano che, dove non ci siano limiti per chi usufruisce di maternità surrogata, su 10 di queste 7 sono destinate a coppie eterosessuali e 3 a single o coppie gay.
Lo dico perché non necessariamente dobbiamo fare l’equazione utero in affitto = coppia omosessuale.

In Italia, come sappiamo, è vietata e molti si rivolgono all’estero.
Come ha fatto V. un ragazzo single di 35 anni che ad un certo punto si è trovato con un fortissimo desiderio di paternità. Che fare? Ignorarlo a fatica e magari pentirsene o assecondarlo e provare ad avere un bambino?

Ha scelto la seconda strada ed è andato in America dove, distanze a parte, le procedure sono più semplici e collaudate. A Marzo diventerà papà di due bambini, sì due gemelli, e non può essere più felice. Come faccio a saperlo? Lo so perché ho visto i suoi occhi mentre mi parlava.

V. mi ha chiesto aiuto e assistenza e così ci siamo conosciuti. Mi ha parlato del motivo per cui ha scelto di fare questo passo, di quanto abbia considerato tutti i pro e i contro, per sé, per la sua famiglia e per il/i nascituri, di quanti dubbi e paure abbia avuto e di come questi siano stati cancellati nell’attimo stesso in cui ha saputo che sarebbe diventato papà.

Abbiamo chiacchierato a lungo perché volevo davvero conoscere questa realtà da vicino, dalle parole di chi la sta vivendo. Ho lasciato a casa eventuali pregiudizi o giudizi e sono andata incontro a questa persona e alla sua esperienza nel modo più naturale possibile; tenendo presente, prima di ogni altra cosa, che la sua scelta è stata dettata dall’amore, lo stesso che donerà ai suoi figli.

Come farebbe qualsiasi altro genitore.

Puericultrice

All Rights Reserved Puericultrice Milano - Consulenze a domicilio TEL. +39 339 8477027 o E-MAIL

Privacy Policy