Sta per suonare la campanella, tutti in classe!

Il primo vero momento in cui il legame tra mamma e bambino è messo alla prova è quello dell’asilo. Che sia il nido o la materna, arriva il giorno del distacco. I dubbi, la mancanza, l’ansia, la nostalgia prenderanno il sopravvento: è normale ma non lasciamoci sopraffare da sentimenti negativi. L’asilo è la sua prima grande esperienza di vita ed è bellissima.

Il bambino impara la condivisione, le prime regole, i primi approcci con gli altri. Sperimenta anche, ahimé, le prime malattie ma questa è un’altra storia.

“Mio figlio riuscirà a farsi capire? I suoi bisogni saranno soddisfatti? Sarà in grado di mangiare da solo e andare in bagno?” queste sono le domande che si fanno le mamme e la risposta è una sola: ASSOLUTAMENTE Sì.

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Per vivere serenamente questa nuova avventura, è molto importante  avere fiducia nelle capacità del bimbo, anche quando ci sembra fragile e indifeso. Se poi arriva alla materna dopo essere stato al nido, le sue capacità di adattamento sono ancora migliori.

All’inizio, comunque, il pianto ci sta. Significa che c’è un attaccamento messo in discussione dalla nuova esperienza, esprime un disagio del tutto normale. Non si deve scappare via ma guardarlo negli occhi e rassicurarlo che si tornerà a un determinato orario, quello reale. Manteniamo sempre le promesse perché le bugie creano danni e disorientano molto il bambino. Se il pianto continua, a un certo punto, dopo saluti e coccole, bisogna farsi forza e andare via. Piano, piano il piccolo apprezzerà la nuova scuola come parte della sua quotidianità. Vanno rispettati i suoi tempi e, dove è possibile, lasciargli vivere un inserimento lento e graduale.

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Ma come avviene l’inserimento?

In genere, il primo giorno ci si ferma con lui a giocare o partecipare per un’oretta.
Il secondo giorno, l’adulto di riferimento che lo accompagna, saluta e dice che tornerà dopo un tot di tempo; mi raccomando, se date un orario, rispettatelo! Non andate via appena lo vedete distratto ma salutatelo spiegando che uscite un attimo e ritornerete presto. Il terzo giorno il tempo si allunga. Siate decisi nell’allontanarvi, perché il bimbo sente il vostro timore e ricordate che siete voi, con la vostra sensibilità, a decidere per lui.

Due sono le cose fondamentali in questa fase: informarsi subito sull’organizzazione del corpo insegnanti, così da capire chi sia la figura di riferimento a cui chiedere informazioni sul bambino e rispettare le regole della scuola. La puntualità è una di queste.

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Quando il bambino rientra a casa, poi, ci troviamo di fronte ad una personcina che per la prima volta ha fatto esperienze personali indipendenti da noi. È fantastico ed è anche un momento di crescita reciproca. Ascoltate con entusiasmo i suoi racconti e partecipate con gioia alle sue scoperte.

È giusto chiedere a quali attivitàsi sia dedicato, se si è trovato bene con un compagno in particolare o se si è arrabbiato. Cerchiamo di fargli comunicare le proprie emozioni, diamo un nome ai sentimenti, se non li conosce non li saprà esprimere. Evitate troppe domande sul cibo e non paragonatelo mai ad altri bambini: ognuno ha il proprio carattere e la propria personalità che nulla ha a che fare con quella dei compagni.

Quello che inizia all’asilo è un viaggio bellissimo attraverso le relazioni umane, le connessioni, i rapporti. È il primo passo nel capire sé stessi, in assoluto e in relazione agli altri. Aiutiamo il bambino a dare il meglio di sé tenendo presente due elementi chiave del suo domani: il rispetto e l’educazione nel socializzare con le altre persone.

Category: Crescita

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