Parolacce: cosa fare?

Le parolacce sono un “pericolo” dietro l’angolo quando i bambini iniziano a parlare.

Imitazione, sfogo, provocazione, sono tanti i motivi per cui un bambino può dire una parolaccia. E come devono reagire gli adulti? Dipende dall’età dei più piccoli perché dirla a 3 anni non è come dirla a 12, c’è una diversa consapevolezza e un diverso significato da attribuirgli.

Intorno ai 3 anni: le parolacce sono le “prove” di linguaggio.
Il bambino prova a ripetere un po’ tutti i suoni che sente intorno a sé. Non sa cosa sta dicendo e non ha alcuna intenzione offensiva: intuisce, però, che la parolaccia è “diversa” perché solo in quel momento gli adulti hanno reazioni particolari e allora può  provarci gusto nel ripeterla per suscitare di nuovo quelle reazioni.
Come comportarsi? Facciamo finta di nulla, perché molto spesso, così come ha cominciato, smette. Molto importante non ridere o mostrarsi scandalizzati di fronte alla parolaccia, altrimenti potrebbe sentirsi stimolato a ripeterla all’infinito.

Dai 4 ai 6 anni: il bambino intuisce che la parolaccia può essere uno strumento molto efficace per attirare l’attenzione, non sa il significato ma che con essa può ottenete un effetto ben preciso.
Come comportarsi? Proviamo a chiedergli di sostituire quella parola con un’altra buffa, che storpia la lingua ma non è volgare: in questo modo si allontana l’attenzione dalla parolaccia ma si lascia il gusto di trasgredire e di destare ilarità. Se il bambino insiste, evidenziamo che certe parole non si dicono perché fanno male a chi le sente.
Se neanche questo ha effetto, il bambino va stoppato, esattamente come quando compie altre azioni maleducate, dicendogli con tono fermo e deciso che certe parole non si dicono.

Dai 6 anni in poi: il bambino ha ormai compreso che la parolaccia può essere usata con l’intento ben preciso di offendere o deridere qualcuno, per irritare il genitore o per esprimere rabbia. Come comportarsi? Proprio perché ha ormai consapevolezza dell’implicazione morale della parolaccia, serve un intervento correttivo più deciso da parte di noi genitori, che abbiamo il dovere educativo di esprimere la nostra disapprovazione netta.

Ad ogni età, comunque, ci sono regole ben precise:
– Dare il buon esempio
Cercare parole alternative
Cercare sfoghi alternativi
Gratificarlo se riesce a trattenersi
Insegnare a chiedere scusa

E infine, molto importante, facciamo attenzione a quello che guardano in tv dove molto spesso non è utilizzato un linguaggio adeguato.

 

 

 

Category: Crescita

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