Latte artificiale: perché sì e perché no

C’è chi allatta al seno e chi no.

I motivi sono molteplici e, anche se la scelta del latte artificiale sarebbe da rimandare a quando (e se) fosse esaurito quello materno, tutti validi.

Togliamoci subito il dente e vediamo quali sono i 5 svantaggi principali dell’allattamento artificiale:

  1. Il latte artificiale va acquistato quindi nei mesi d’utilizzo i costi saranno elevati
  2. I biberon necessitano di sterilizzazione continua
  3. Il processo di bonding richiede più tempo
  4. Il latte artificiale contiene un antigene (= sostanza capace di provocare la formazione di anticorpi) che può scatenare allergie
  5. La mamma impiega più tempo a recuperare il suo peso forma

Niente paura però, il latte artificiale è una validissima alternativa a quello materno e merita conoscerlo un po’ di più.

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Il latte formulato, cioè il latte artificiale con aggiunta di ferro, è un’adeguata sostituzione al latte materno nel primo anno di vita del bambino. In commercio, comunque, esistono diversi tipi:

  • Alimenti per lattanti a base di soia: creati per bambini che non tollerano il latte artificiale, contengono proteine di soia, oli vegetali, carboidrati aggiunti, vitamine e minerali
  • Alimenti per lattanti ipoallergenici: creati per bambini intolleranti al latte artificiale e a base di soia
  • Prodotti senza lattosio: creati per bambini intolleranti al lattosio e che hanno mostrato eccesso di gas, diarrea, vomito o simili. Sono comunque davvero pochi i bambini con questa intolleranza

Certamente, quello che NON va utilizzato è il latte vaccino intero che ha un contenuto di nutrienti inadeguato per una dieta equilibrata, non è adatto all’apparato gastrointestinale del bambino, può provocare un forte stress sui reni di un lattante e causare allergie.

Il latte vaccino scremato o magro? NEMMENO.
Contengono insufficienti quantità di grassi, ferro, vitamine ma troppe proteine.
E già che ci siamo neanche latte vaccino in polvere, latte condensato zuccherato, latte di capra, bevande a base di soia, riso, altri cereali o noci.

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Appurato che il latte artificiale deve essere adatto al bambino, qual è la giusta quantità nel corso di 24 ore? Varia a seconda dell’età, delle dimensioni, del livello di attività, della velocità del metabolismo, delle condizioni mediche.
I neonati, generalmente, possono essere alimentati anche 8-12 volte in 24 ore.
A 6 mesi, i bambini iniziano a cambiare la propria dipendenza dal latte (materno o artificiale) cercando una dieta mista che comprenderà anche altri alimenti: il consumo di latte tenderà a diminuire. Come per l’allattamento al seno, anche per il latte artificiale vige la regola della richiesta: si sfama il bambino ogni volta che lo richiede.

Il latte artificiale può essere liquido o in polvere.
Il liquido è più comodo perché pronto all’utilizzo e perfettamente sterile.
Basta scaldarlo anche in anticipo, mantenerlo in caldo e somministrarlo.
Una volta aperto può essere conservato in frigorifero per 24/48 ore.
Costa di più del latte in polvere.

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Il latte in polvere, dal canto suo, richiede più passaggi per la preparazione che deve avvenire immediatamente prima della poppata per ridurre o eliminare il rischio di contaminazione da parte di batteri.
Il latte che avanza va buttato per evitare la proliferazione di microorganismi dovuta all’unione di latte e saliva del bambino.
Dopo l’uso, biberon e tettarella vanno lavati immediatamente o sterilizzati.

A proposito di biberon e tettarella, molto importante sono la posizione del primo durante l’atto e il foro sulla seconda: il biberon deve essere inclinato adeguatamente in modo che il bambino beva solo latte e non ingurgiti (o ingurgiti il meno possibile) aria. Il foro, deve essere commisurato all’età: mettete il biberon a testa in giù, se le gocce non creano un flusso troppo continuo allora il buco va bene.

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Il biberon va scaldato immediatamente prima della poppata, sotto l’acqua corrente tiepida o calda, oppure a bagnomaria in una pentola con acqua calda a fornello spento. Va agitato prima di controllare la temperatura che si testerà spruzzandosi sul polso interno qualche goccia.

Come si sterilizza il biberon? Ci sono tre modi:

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  1. Ad acqua: tutti gli ogetti da disinfettare si fanno bollire in una pentola col coperchio per una ventina di minuti, devono essere completamente ricoperti d’acqua.
    Passato il tempo, si getta l’acqua e si lasciano asciugare gli oggetti sterilizzati senza toccarli. I biberon vanno poi rimontati con le mani pulite.
    Metodo economico e pratico
  2. A vapore: con specifici apparecchi che producono e sfruttano il vapore acqueo per distruggere i microrganismi nocivi.
    Ci sono quelli elettrici e quelli per forno a microonde.
    Metodo veloce.
  3. A freddo: è un metodo chimico che prevede l’uso di appositi disinfettanti liquidi, o in compresse effervescenti, assolutamente non tossici per il bambino.
    Vanno sciolti nell’acqua fredda.
    Non essendo necessario il risciacquo, gli oggetti possono rimanere immersi fino al momento dell’uso. La soluzione va rinnovata ogni 24 ore.
    È un metodo costoso ma pratico, non necessita né di un fornello né della presa di corrente.

Insomma, il mondo del latte artificiale è altrettanto ricco e vario di quello materno.
L’allattamento al seno e al biberon, sono atti diversi ma ugualmente validi.
L’importante è farlo con cura e amore. Ma questo è scontato, no?

 

 

 

Category: Allattamento

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