L’allattamento al seno: come, quando, dove, come, perché, che cosa. E molto altro

“Noi non veniamo dalle stelle o dai fiori, ma dal latte materno. Siamo sopravvissuti per l’umana compassione e per le cure di nostra madre. Questa è la nostra principale natura”. William Shakespeare

Il poeta inglese aveva proprio ragione: il latte materno è tutto ciò di cui un bambino ha bisogno nei primi mesi. È specie specifico cioè è perfetto per la specie umana: è di rapida digestione, nutriente ma leggero. È dolce ma con un basso contenuto di proteine.

Ci sono due tipi di latte: il primo latte (o latte anteriore) è quello che nutre e disseta, ricco di zuccheri e che favorisce lo sviluppo neuronale. Perfetto se il neonato ha bisogno di uno spuntino veloce; il secondo latte (o latte posteriore) arriva dopo, mano a mano che il seno si svuota. È quello con un contenuto maggiore di grassi, è nutriente e sfama. Arriva quando il bambino rimane attaccato per un periodo più lungo, finché è sazio.

Tutto comincia dal colostro.

Il colostro è il latte prodotto nei primi giorni dopo il parto e in piccole quantità per essere un super concentrato di proteine. È un liquido di colore giallino e assolutamente prezioso. Esce a gocce e questo permette al bambino di adattarsi gradualmente all’alimentazione per bocca. Il colostro è un vero e proprio concentrato di anticorpi che difenderanno il neonato dalle infezioni e stimoleranno il suo sistema immunitario. Importante sapere che ha anche un effetto lassativo.

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Dal colostro si passa alla montata lattea.

La montata lattea è il graduale passaggio da colostro a latte maturo. Il suo colore è bianco e la mamma ne produrrà 500-600 ml (e oltre) al giorno. Arriva in genere fra il 2° e il 5°-6° giorno. Dipende poi dalle caratteristiche individuali, dalla frequenza e dal vigore con cui il neonato succhia. Più mamma e bambino stanno insieme, prima arriva la montata lattea.

Per verificare se il bambino assume abbastanza latte si possono contare i pannolini sporchi  e controllare periodicamente la crescita. Da tenere presente che, dopo la nascita, i neonati registrano un calo fisiologico e poi riprendono a crescere intorno alla 3°-5° giornata, recuperando il peso della nascita entro i primi 10-14 giorni dal parto.

Con l’allattamento a richiesta, cioè ogni volta che il bambino “chiama”, c’è il rischio che la mamma non sappia più distinguere la fame dalla necessità di coccole e che si trovi a vivere le giornate col bambino costantemente attaccato al seno.

Vogliamo evitarlo, vero? Basta riconoscere i segnali con i quali il neonato sta dicendo che è affamato:

  1. Muove la testa
  2. Fa con la bocca movimenti di suzione
  3. Porta le mani alla bocca, succhiando i pugni
  4. Emette suoni di richiamo

Qesti sono ancora segnali pacifici ma se viene ignorato comincerà a piagnucolare e poi scoppierà in un pianto a dirotto: segnale tardivo di fame che significa ALLARME ROSSO! ALLARME ROSSO!
Il pianto e l’agitazione potrebbero rendere più difficoltoso l’attaccamento al seno.

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A proposito, affinché la poppata sia efficace, soddisfacente e non dolorosa, la posizione della mamma e quella del neonato sono fondamentali: parola d’ordine COMODITÁ.
Se la mamma non è comoda, vorrà finire in fretta e trasmetterà tensione al bambino.

Le posizioni più comuni per l’allattamento  sono 4:

  1. Posizione reclinata: il corpo della mamma è sorretto da uno schienale e quindi  rilassato, le braccia danno stabilità al bambino che, completamente appoggiato al suo corpo, non deve essere sorretto
  2. Posizione seduta a culla: il bambino sta pancia-a-pancia con la madre che gli sorregge  la testa con l’avambraccio. La bocca si trova comodamente all’altezza del seno. La mamma può appoggiare il braccio su un cuscino e/o i piedi su un panchetto, deve stare attenta a non sporgersi in avanti e a mantenere la schiena ben appoggiata.
  3. Posizione seduta a culla incrociata: è comoda per allattare bambini particolarmente piccoli e quelli con suzione debole. Il bambino è sdraiato sotto l’incavo del braccio materno e la mano della mamma gli regge la testa verso il seno.
  4. Posizione sdraiata sul fianco: tipica delle poppate notturne. Ideale anche nel post parto se emorroidi e/o episiotomia rendessero fastidioso allattare da sedute. Necessari un cuscino in più sotto la testa, uno dietro la schiena per non creare tensione ed uno fra le gambe. Utile anche un cuscino “a salsicciotto” o un piccolo asciugamano arrotolato dietro la schiena del bambino, per evitare che ricada supino. Per passare all’altro seno, girarsi sull’altro fianco e spostare il bambino.

Un volta che mamma e bambino sono belli comodi, è il momento di iniziare la poppata: assicuriamoci che il bambino sia ben attaccato al seno. E come?

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Sfiorando con il capezzolo il naso, o la scanalatura fra il naso e il labbro superiore,  così il neonato apre la bocca. Poi la mamma lo porta verso di sé e punta il naso e il centro del palato con il capezzolo: il mento e il labbro inferiore toccano per primi il seno, la bocca si spalanca e la lingua si protende in avanti appoggiata sulla gengiva.
Questo è il momento: attacchiamolo. La mamma non dovrebbe avvertire alcun dolore. In caso contrario, potrebbe essere passeggero. Se persiste, aiutare il bambino ad aprire di più la bocca, premendo gentilmente il mento verso il basso o in ultimo staccarlo e riprovare l’attacco. In qualsiasi momento la mamma volesse staccare il bambino dal seno, basterà infilare gentilmente il dito mignolo nell’angolo della bocca per far passare aria.

Il bambino  ha tre diversi tipi di suzione: quella di richiamo, rapida e iniziale per attivare la discesa del latte, quella nutritiva, più lenta e profonda per allinearsi e dissetarsi, di riposo, lieve e leggera per rilassarsi e addormentarsi.

E ciuccio e biberon?

La suzione del ciuccio e al biberon è, ovviamente, differente da quella al seno.
Un neonato che conosce precocemente il biberon, difficilmente vorrà riattaccarsi al seno: questa suzione è molto più semplice e meno faticosa.
In più, il biberon interferisce con il ritmo delle poppate e c’è il rischio che la produzione del latte si riduca a causa di una scarsa stimolazione.
Il ciuccio inganna i neonati poiché li tiene tranquilli, quando invece richiederebbero il seno. Per questo motivo nel periodo della calibrazione del latte (1° mese) si consiglia di ridurre al minimo le interferenze con l’allattamento.

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È tutto dal pianeta allattamento? No! manca ancora qualche parola sul seno e sulla conservazione del latte ma lo vedremo la prossima volta. Stay tuned!

Category: Allattamento

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