Internet e ragazzi: proteggiamoli.

Internet è il pane dei nostri figli ma noi abbiamo il compito di proteggerli da tutti i rischi.

La tecnologia ci migliora la vita in molti ambiti ma dietro di essa si celano anche molte insidie soprattutto per bambini e adolescenti che dobbiamo mettere in guardia.
Siti poco consoni, privacy, dati personali, contatti pericolosi: le problematiche di internet in mano ai più piccoli sono molte. È fondamentale, quindi, offrire loro gli strumenti per destreggiarsi sul web.

Intanto una domanda: a che età è giusto dare loro il primo accesso a internet?

Serge Tisseron, psichiatra e psicologo francese ed esperto di ragazzi, famiglie e internet, ha realizzato la regola 3-6-9-12. Un vademecum diffuso nel 2013 dall’Associazione Francese per l’Assistenza Ambulatoriale Infantile che accompagni genitori e figli) all’uso consapevole della tecnologia. I numeri 3-6-9-12 si riferiscono ad alcune età chiave del bambino, nelle quali si possono introdurre novità tecnologiche.

  • 3 anni (inizio scuola infanzia). Solo a partire dei tre anni il bimbo dovrebbe entrare in contatto con le varie tecnologie, tv compresa. Per non comprometterne capacità intellettive e concentrazione. Prima di questa età, è consigliabile che si dedichino al gioco e ad attività sensoriali.
  • 6 anni (inizio scuola primaria). Da questa età in su, ok all’introduzione delle console di gioco portatili, anche se per periodi limitati.
  • 9 anni. Solo da questa età i bimbi dovrebbero poter aver accesso a internet, però sempre con la supervisione di un adulto. Occorre spiegare i rischi e le potenzialità, spiegando che ciò che viene messo online resta per sempre. Ma anche che non tutto quello che si trova online è vero.
  • 11-12 anni. Accesso a libero ma con chiavi di utilizzo chiare.

Seconda domanda: che cosa dire ai figli per metterli in guardia da eventuali rischi online?

 

  • Quello che succede nel virtuale può avere conseguenze nel reale e viceversa.
    Si hanno sempre delle responsabilità nei confronti degli altri e, anche se siamo nascosti dietro un nomignolo, la Polizia Postale può arrivare a a capire chi ci sia dietro un nickname.
  • Non mettere online dati personali e in generale info su sé stessi.
    Se si diffondono online informazioni come indirizzo, nome, cognome, numero di telefono o scuola questi sono a disposizione di tutti e tutti possono utilizzarle come meglio credono: si possono subire furti di identità o venire contattati da persone che non è detto abbiano sempre buone intenzioni.
  • Alla larga dagli sconosciuti
    Meglio non dare troppa confidenza a qualcuno conosciuto sul web
  • No al Cyberbullismo
    Questo meriterebbe un articolo a parte: il cyberbullismo colpisce tanto quanto quello reale. Anzi, forse è peggiore perché può essere condiviso. Condivisione significa diffusione e diffusione significa un numero imprecisato di persone al corrente di un dato particolare.

Viviamo in un’era in cui non è possibile, e probabilmente nemmeno giusto, rimanere fuori dal web e da tutte le sue declinazioni (social, chat, etc). I nostri figli, poi, sono nativi digitali cioè conoscono realtà virtuali, telefonini e device fin dalla nascita. Farli entrare in questo mondo virtuale è quasi inevitabile, l’importante è dosare il tempo di esposizione, evitare l’alienazione e metterli in guardia da tutti i rischi in modo che si sappiano comportare, magari chiedendo aiuto ad un adulto.

 

Category: Crescita

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