I 10 momenti più importanti della gravidanza

La gravidanza è uno dei viaggi più belli che una donna possa intraprendere.
9 mesi di attesa, speranza, emozione fino al giorno in cui un esserino urlante ci guarderà negli occhi e sarà amore per tutta la vita.

Quali sono i 10 momenti più importanti della dolce attesa?

1 – Il test di gravidanza: già l’acquisto è memorabile, se poi le due lineette confermano l’ipotesi, beh c’è subito da festeggiare.

2 – L’annuncio: il primo a saperlo sarà sicuramente il partner, poi i familiari, le amiche più intime e quindi gli altri. In genere, si aspetta il 3° mese per comunicare la notizia urbi et orbi. Oggi molti lo dicono tramite i social ma che ne dici di organizzare un aperitivo ANALCOLICO per dare a tutti la lieta novella?

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3 – La nausea: non è un momento piacevole, tuttavia è tipico della gravidanza e in particolare del primo trimestre (per alcune anche di tutti i 9 mesi), al mattino. Più spuntini nell’arco della giornata e bevande allo zenzero possono alleviarne i sintomi.

4 – Il primo movimento: è un attimo che ti coglie di sorpresa. In quel calcetto o cambio di posizione c’è tutta la consapevolezza di una vita che cresce, una sensazione che non se ne andrà mai più.

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5 – L’alimentazione: ami il sushi? impazzisci per il prosciutto crudo? Dimenticali.
In gravidanza è necessario qualche accorgimento alimentare: evitare i formaggi molli e semimolli, il latte crudo acquistato direttamente in cascina o appena munto, il pesce crudo e quello di grandi dimensioni (tonno, pesce spada … che contengono più mercurio), ostriche e molluschi, uova crude e carni crude. Lava sempre frutta e verdura.

6 – Ecografia ed esami: oooh, finalmente si può vedere l’inquilino! Le ecografie da fare sono tre, garantite e offerte dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) se si fanno in strutture ospedaliere pubbliche, con la richieste del medico.
Una entro il primo trimestre, una  tra la 20ª-22 settimana e una tra la 30ª/32ªsettimana.
Nella prima, si controlla se la gravidanza è singola o gemellare, la regolarità del battito cardiaco fetale, si effettuano alcune misurazioni del piccolo e in base a queste, oltre che alla data dell’ultima mestruazione, si fa la datazione dell’epoca gestazionale.
Nella seconda, detta morfologica, si osserva la placenta, la quantità di liquido amniotico,
si prendono le “misure” del bebè, si studia la colonna vertebrale e si osserva la presenza degli arti e il loro normale sviluppo. Alla 20ª settimana, se è visibile, si può evidenziare il sesso del nascituro.
Nella terza, si valuta ancora la morfologia del bambino, si controlla il liquido amniotico ma soprattutto la crescita. Si scopre anche se il feto è in posizione podalica e in questo caso se ne farà un’ulteriore a ridosso del parto. Se il nascituro non si sarà girato si valuterà la necessità di un cesareo.
Per quanto riguarda gli esami, tutti i mesi si effettua il test per la toxoplasmosi e se la donna non l’avesse mai avuta, deve stare attenta a tutti i cibi crudi.
Fra l’11ª e la 14ª settimana si fa il bi-test o tri-test (esame del sangue + ecografia) per determinare l’indice di rischio di patologie cromosomiche. A seconda del risultato, si valuta la possibilità di fare l’amniocentesi: un esame invasivo con rischi per il feto ma che dà certezze riguardo la presenza o assenza della sindrome di Down.
Infine, c’è la misurazione della glicemia basale ad inizio gravidanza con un prelievo del sangue. Questo esame permette di diagnosticare precocemente il diabete gestazionale che colpisce il 15-20% delle donne in gravidanza e può essere causa di problemi per il feto, fra cui la macrosomia (peso elevato al momento della nascita). Se anche i valori di questo esame fossero positivi, è consigliabile l’indagine della curva da carico glicemico fra la 16ª e la 18ª settimana.

7 – Gli abiti premaman: arriverà un giorno in cui gli adorati jeans faranno fatica ad entrare. Quello sarà il momento giusto per comprare il primo abito premaman: parola d’ordine COMODITA’ se poi si riesce a mantenere un po’ di gusto, tanto meglio.

8 – In maternità: saluta il capo e i colleghi e spegni il computer, è ora di andare in maternità. Se non ci sono particolari problemi che ti hanno fatto chiedere la maternità anticipata, starai a casa due mesi prima della data del parto e avrai diritto a tre mesi di maternità, dopo. Se sei in ottima forma, con il certificato del ginecologo, puoi lavorare fino ad un mese prima del parto e stara a casa quatttro mesi, dopo.

9 – Corso preparto: dubbi, curiosità, timori, durante la prima gravidanza le domande sul parto sono tante. Anche per questo ci sono i corsi preparto. Non esiste un momento stabilito per iniziarlo. In alcuni ospedali, o anche nei centri privati, gli incontri partono dal sesto mese, in altri dal settimo, in altri ancora comprende solo le ultime nove settimane.
Alcuni sono focalizzati sul benessere materno, sulla ginnastica dolce, sulle tecniche per affrontare il travaglio e sulle prime cure da dare al bambino, altri offrono una visita alla struttura ospedaliera per parlare con gli specialisti e conoscere gli aspetti più “tecnici” del parto. Alcuni sono destinati ad entrambi i genitori, mentre altri sono esclusivamente per le mamme (e i papà magari sono invitati ad un solo incontro). Ovunque lo farai e qualunque seguirai, prenotalo con ampio anticipo perché è permessa l’iscrizione ad un numero limitato di persone. Ricorda, inoltre, che sono importanti anche i corsi di preparazione prenatale: oltre al parto in sé, sono fondamentali anche i giorni successivi ai cui aspetti è giusto preparare i genitori. Io li faccio e se hai bisogno di informazioni, contattami.

10 – Mamma&baby trolley: ci siamo quasi, tra poco entrerai in ospedale e ne uscirai con un frugoletto tra le mani. Cosa portare per quei giorni? Per il parto vero e proprio è consigliabile una camicia comoda o una lunga t-shirt o canotta, in cotone, con maniche corte o smanicata. Per i giorni successivi, tre camicie aperte sul davanti o con i bottoni fino al punto vita per facilitare le ‘manovre‘ dell’allattamento. Saranno poi indispensabili una vestaglia, delle calze corte in cotone, delle pantofole, delle mutande comode che possano mantenere fisso l’assorbente, degli asciugamani e una spugna o salvietta per lavarti. E per il bambino? La lista per il suo abbigliamento viene fornita dall’ospedale. In genere vanno bene camicine in lino o cotone, body di cotone o di lana con maniche corte o lunghe, calzini o scarpine di cotone o in lana. Prevedi cinque cambi completi.

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Ci siamo, la nascita è vicina. Seguimi e Mercoledì prossimo vedremo come il corpo della donna si prepara al parto e il suo seno all’allattamento.

Category: Gravidanza & Parto

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