Fasciare un bebè: benefici e tecnica.

Fasciare un bebè è una pratica molto antica per calmarli e farli addormentare.

Oggi torna ad essere una tecnica molto diffusa perché tanti sono i benefici che ne derivano. Vediamo quali.

Prima di tutto, fasciare un bebè significa restituire loro la sensazione di essere nell’utero materno, offrire un senso di protezione, dare dei confini, contenerli senza costringerli. Questo è molto importante, fasciare un bebè è come abbracciarlo.

Poi la fasciatura permette ai piccoli di sviluppare lievi movimenti di prensione e di avere una migliore percezione del loro corpo. Ancora, il contenimento li aiuta a gestire meglio le coliche e a soffrirne meno. Infine, inibisce il riflesso di Moro (o riflesso di caduta, che spesso li porta a svegliarsi all’improvviso) e questo permette a loro (e a voi) di dormire un pochino di più.

Fino alla fine dei primi due mesi si può fasciare un bebè includendo anche le braccia, dal terzo mese alcuni si ciucciano il dito o il pugno per autoconsolarsi, per questo è meglio fasciarli con le braccia all’esterno. Dal quarto mese, si può usare il sacco nanna. Li si può fasciare ogni volta che si addormentano e non c’è un tempo massimo. L’unica accortezza è quella di non contenerli mai nella fascia quando piangono o mentre sono agitati: in primis perché per voi il compito non sarebbe semplice e poi perché loro devono associare il momento della fascia a qualcosa di piacevole.


Esiste una fascia consigliata?
Certamente. Si chiama Mussolina ed è ottima quella in cotone o bambù, un quadrato di 120 cm x 120 cm, perché è un tipo di tessuto con una particolare tramatura che cede facilmente sotto i movimenti del neonato rispettando quindi la prima regola della fasciatura: CONTENERE E NON COSTRINGERE. In questo senso, evitate il lenzuolino di cotone perché è rigido e il bambino si sentirà limitato e si innervosirà.

Ma veniamo alla pratica. Come si fa a fasciare un bebè?
Prendete la mussolina e adagiatela su un piano o sul fasciatoio.
Piegate l’angolo superiore fino a metà del telo, come a formare un triangolo con la punta in basso, e appoggiate il piccolo al centro avendo cura che circa un paio di cm della mussola sporgano al di sopra delle spalle del bebè.
Quindi portate il suo braccino destro lungo il tronco e avvolgetelo con il lembo di fascia destro che andrete a rimboccare sotto la sua schiena, dall’altra parte.
Prendete, poi, la punta inferiore della mussola e rimboccatela sul suo busto, fino a dove la lunghezza delle gambe lo permettono.
Infine, fate la stessa cosa con il braccio e il lembo sinistro.

 

Ecco fatto. E adesso, sogni d’oro!

Category: Sonno

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